Ciao Nikon, benvenuta Fuji!

Giovedì 06 Aprile 2017

Anche il sottoscritto alla fine ha ceduto alla tentazione: ha mollato la D800 che lo aveva servito egregiamente per diversi anni ed è passato ad una X-T2. Per molti questo può essere un passo indietro: da una Full Frame a 36 megapixels ad una mirrorless con sensore APS-C da 24 megapixels. Perché? Prima di tutto è necessario mettere in chiaro che sono passato ad una macchina del genere perché l’equipaggiamento precedente era troppo impegnativo: l’ingombro, le ottiche, i flash, gli accessori, e anche i RAW da 40mb su un numero di foto così elevato iniziava a farsi sentire. Con questo non voglio dire che il mio intento era passare ad un setup minimale come quelli da street photography, ma spero che ridurre l’attenzione sui “fronzoli” mi consenta di concentrarmi su ciò che vedo all’interno del mirino.

Quando da Canon sono passato a Nikon la cosa che mi aveva colpito di più era la velocità con cui riuscivo a impostare la macchina: un tasto per gli iso, un tasto per il bilanciamento del bianco, una rotella per il tempo e una per il diaframma. Nella mia prima settimana di lavoro con Fuji è stato tutto decisamente più ostico: il pulsante di scatto è molto più in alto e costringe la mano ad una posizione innaturale che fa sembrare quasi più comodo premerlo con il pollice; le ghiere delle lenti e le rotelline sono molto morbide e spesso nel passare la macchina dalla posizione portrait a quella landscape si cambia inavvertitamente qualcosa. Manca un bottone di lock per tutte queste cose, ma ce n’è uno abbastanza inutile su ognuna delle ghiere del lato superiore. La gestione dell’EVF (mirino elettronico) non mi piace: ci sono quattro modalità che si possono alternare con un pulsante. Il sensore sotto all’EVF lo attiva quando l’occhio si avvicina, ma il tempo di risposta è alto e mi da fastidio quel blackout che intercorre tra ciò che vedo e ciò che inquadro. Quindi preferisco tenere il mirino sempre acceso ma tenere la macchina su ON solo quando sto per scattare, d’altronde avevo già messo le mani avanti per la durata limitata della batteria. No, non penso comprerò il battery grip. D’altronde la macchina è leggera che è un piacere e ritornare ad avere in mano un mattone è esattamente quello che volevo evitare.

Un’altra cosa che non mi piace dell’EVF è che riposiziona le indicazioni quando si mette la macchina portrait. Sono perfettamente in grado di leggere le scritte anche girate di 90° ma se mi cambiano posto ogni volta che ruoto la macchina è un casino. Opzione disabilitata subito.

La ghiera degli ISO tutto sommato è comoda e anche quella della compensazione dell’esposizione è fin troppo a portata di mano. Per uno come me che scatta in manuale è solo spazio sprecato. La metodologia di valutazione dell’esposizione per me è molto importante e averla nascosta sotto la ghiera dei tempi è scomodo. Tra l’altro anche l’EVF è soggetto a sbalzi di luce in funzione di questo parametro.

La ghiera dei tempi? La odio: scegli un tempo e poi devi usare l’altra rotella per dare delle variazioni più precise. Insomma per impostare esattamente il tempo devo usare ben due rotelle, oppure mettere su T e sperare di non inciampare nella rotellina con il pollice, soprattutto se sono a filo del limite di sincronia della tendina con il flash.

Quindi siete arrivati fino qui e avete letto una pagina intera di critiche che vi ha fatto già pensare che il mondo delle mirrorless può restare dov’è… ma io vi consiglierei di proseguire la lettura.

Nikkor 50 1.4G era la mia lente perfetta. Non troppo stretta da costringerti ad un ritratto, non troppo wide da portare bylame all’interno della composizione. Veloce nella messa a fuoco e molto luminosa. Fuji 56 1.2R, un pò più stretta del precedente, soprattutto considerando il moltiplicatore a 1.5 dell’APS-C. Molto luminosa ma messa a fuoco non sempre veloce.

Quando scattavo con Nikon a tutta apertura erano sempre dolori: immagini un pò soft, problemi di messa a fuoco variabili in funzione della distanza che non sono mai riuscito a correggere perfettamente nemmeno mettendomi a tavolino.

Fuji? Perfetta: quello che è a fuoco è esattamente quello che arriva sul sensore.

Vai all’aperto in piena luce, hai una macchina che parte da 200 iso e non disponi ancora del filtro ND che di solito usavi sul Nikkor per stare a tempi accettabili. Premi il pulsante di Fuji e non succede nulla: non un suono, non un click... ma la foto c’è ed è esposta correttamente. Perché? Riposta: otturatore elettronico a 1/32000 di secondo.

In conclusione: il sensore grande è utile per recuperare qualche stop e per lavorare meglio con poca luce; l’ergonomia e l’immediatezza dei comandi sono altrettanto importanti. In ogni caso sono disposto a rinunciare ad entrambe le cose se nei fatti porto a casa foto migliori con Fuji.


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