Come fotografare cosplay nel 2021?

Martedì 05 Gennaio 2021

Chi segue il mio blog da un po’ sa che regolarmente mi sorgono dei dubbi sulla reale convenienza di fare fotografia cosplay. Dopo il 2020 penso di non essere l’unico, anche se vista la segregazione che ci è imposta, la vera domanda per molti potrebbe essere semplicemente “perché vivere?”.

Realizzare una fotografia è una procedura che passa per diversi step: si va dalla progettazione e allestimento della scena fino alla definizione degli accordi con il soggetto necessari alla pubblicazione.

Questo è il punto di vista di chi sta dietro la macchina fotografica; un soggetto puoi semplicemente farsi un selfie, metterci due filtri e pubblicare su instagram, tutto in meno di 30 secondi.

E qui tutti i fotografi “pro” storceranno il naso, diranno che non è la stessa cosa, che una foto realizzata da loro ha sicuramente un valore superiore etc… In effetti nel nostro universo esiste anche il telefonino “Nokia Royal” tempestato di diamanti in vendita a circa trentamila euro. Non ho idea della qualità dell’audio, ma se vi finisce un diamante nell’orecchio poi saranno cavolacci vostri.

Insomma, come usate le vostre foto? Se scattate a 50 mpixel per pubblicare su Instagram, forse è ancora meglio usare un cellulare e non necessariamente quello descritto poco fa.

Non voglio però parlare per i cosplayers, quindi torno ad analizzare la situazione dal punto di vista del fotografo.

Prima di definire il target, ovvero la pubblicazione su internet, la stampa o altro è opportuno individuare il movente, ovvero che cosa vogliamo ottenere da ciò che realizziamo. Dato per scontato che la foto la si voglia pubblicare i casi sono soltanto due: visibilità o denaro. In caso contrario potete consegnare le foto direttamente al soggetto e vi mettete l’anima in pace anche da eventuali questioni di privacy. Se non volete dare le foto nemmeno al soggetto ricordate che sarà molto triste e in tal caso i fazzolettini serviranno ad entrambi.

Visibilità e denaro in realtà sono cose collegate, perché maggiore è la vostra visibilità, maggiori sono le opportunità di guadagnare qualcosa. La bravura invece non c’entra nulla: pensate ai follower come a dei pesci e alla bravura come la vostra canna da pesca. Gettare la canna da pesca nel fiume non è il modo migliore di pescare, ma è comunque apprezzabile l’intuizione che per prima cosa si debba andare al fiume. Se non l’avete capito questa è un’autocritica relativa al fatto che odio i social networks.

La scelta dell’esca, ovvero del soggetto è fondamentale. Se il soggetto attira migliaia di followers già di suo potete sperare che una infinitesimale parte di essi venga a sbirciare il vostro profilo. A differenza della pesca però non finisce tutto quando si cattura la preda. Se nella vostra fotografia volete raccontare qualcosa di più rispetto ad una mera rappresentazione del soggetto, vi accorgerete che i pesci preferiranno di gran lunga l’abbondanza di cibo gettato nel fiume da quest’ultimo rispetto al raffinato piatto cucinato da voi.

Altro punto forte della bella fotografia per anni è stato il bokeh, ovvero la sfocatura dello sfondo. Si ottiene spendendo almeno un migliaio di euro per una lente fast e a tempo zero produce foto che la gente apprezzerà molto perché lo sfondo sfocato fa sempre figo anche se fotografate un palo della luce. Purtroppo però adesso lo sfondo sfocato lo fanno anche i cellulari. Non è un granchè, ma per una foto su Instagram chissenefrega.

Al netto di queste e di molte altre considerazioni con cui non voglio tediarvi raggiungiamo il climax di questo post, ovvero che cosa conviene fare per concludere qualcosa scattando foto cosplay oggi?

Comprarsi uno studio fotografico: grande spesa motivata dal potersi portare qualche bel soggetto in studio. Nei fatti non funziona a prescindere dalla quarantena. Escluso.

Allestire la scena per il proprio photoset: c’è sempre posto per cinque euro di lucine di Natale, è il giusto investimento per una buona foto glamour. Ah, no spetta, qui stiamo parlando di foto cosplay, le lucine di natale non servono, ci vuole almeno un ombrellino, delle canne di bambù e un ciliegio in fiore. Troppo ingombranti e difficilmente riciclabili per progetti futuri. Escluso.

La lente fast per fare il bokeh: quella è un classico intramontabile, investimento iniziale elevato, ma poi a costo zero migliaia di foto senza gente che si scaccola in secondo piano. Approvato.

Il soggetto figo o sexy: se accetta di scattare con voi è sicuramente l’investimento migliore. Attenzione, una volta pubblicata la foto ci sono buone possibilità che i commenti siano tutti per il soggetto e nessuno si accorga del fotografo. Ma è normale. Approvato.

Flash, radiocomandi, stativi e ombrelli: è un doppio investimento, se non riuscite a fare delle belle foto, dopo pochi mesi passati a trasportarli vi si rassoda la pancia. Unica avvertenza, non usare a Malpensa Fiere, perché essendo vicino all’aeroporto, con tutti i colleghi nella stessa situazione rischiate di creare un’interferenza tale che potrebbe portare ad un nuovo 11 settembre. Approvato a vostro rischio.

La post-produzione: concluso il set è necessario dare una sistemata alle foto, giusto per calibrare meglio i colori e ritoccare i dettagli. Perdendo cinque minuti a foto un set completo vi porterà via almeno sei ore. Se avete scattato in fiera, avendo più foto e più soggetti, avrete bisogno almeno di un paio di giorni. Nonostante si parli di ritocchi minimi, il costo di questa fase non è trascurabile. Inoltre spesso i soggetti preferiscono foto anche con errori evidenti ma dove loro si vedono meglio. Quindi è conveniente avvalersi di strumenti più rapidi e approssimativi rispetto a un ritocco dettagliato. In tal caso: approvato.

Gli effetti in 2D: qui si parla di tempi molto più lunghi per ogni singola foto, danno un grande valore aggiunto per gli intenditori, ma se sono fatti bene si noteranno meno di un paio di orecchie da gatto aggiunte da Instagram. Ne vale la pena? Escluso.

Gli effetti in 3D: creare ambientazioni in 3D è lavoro di giorni, ma al contrario degli effetti 2D è possibile riciclarli su più fotografie. Preparare una foto per poi portarla in 3D è comunque complesso. Non molti sanno lavorare in 3D, quindi è un buon modo per distinguersi, ma acquisire le capacità necessarie richiede un notevole investimento di tempo. Avete tempo e voglia? C’è comunque un uso migliore. Escluso.

Marketing, ovvero pubblicizzare il proprio lavoro: al mondo c’è gente in grado di farti credere che un Nokia Royal sia un elemento indispensabile nella vostra quotidianità. Investite le vostre risorse in questa skill con costanza e le foto che farete al sushi durante la cena trascineranno folle deliranti a finanziare il vostro Patreon. Approvato.

C’è un’ultima cosa che non ho menzionato: fare parte di un’associazione fotografica. La presenza di altri fotografi accanto a voi consente un notevole mimetismo utile ad avvicinare soggetti che in altro modo sarebbero molto diffidenti. Questo è un ottimo punto di partenza, ma per lo stesso motivo risulta limitante nel momento in cui volete sfoggiare tutta la vostra bravura senza che il vostro pubblico sia distratto o peggio vi confronti con la concorrenza dei vostri colleghi. Approvato solo per i principianti.

In conclusione, ad un certo punto del vostro percorso fotografico dovrete prendere atto che le vostre risorse sono limitate, soprattutto se non c’è nessuno che vi paga il lavoro. E’ inutile offrire un prodotto di qualità ad un pubblico che vede solo parte del contenuto distrattamente attraverso il buco di una serratura. Ci sono modi migliori di investire il vostro tempo e ottenere buoni risultati, che provarci stando dietro ad una macchina fotografica. Avete mai pensato di investire in bitcoin?


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