Videogiochi open world: esistono?

Domenica 03 Gennaio 2021

Dopo l’uscita di Cyberpunk 2077 mi è capitato di affrontare con amici l’argomento “giochi open world” e devo dire che, dopo un’attenta riflessione mi sono reso conto che non è tutto oro quello che luccica.

Ho scoperto questo genere di giochi con un vecchio titolo chiamato Gothic che mi aveva rapito proprio per la possibilità di spostarsi in tutta la mappa senza necessariamente seguire le missioni. In realtà scavando ancora più nel passato avevo giocato anche a Damocles ed Elite, ma non mi ero mai reso conto di cosa significasse open world. Ricordo Gothic anche per la possibilità di evolvere il personaggio senza un percorso preciso: si poteva migliorare la tecnica di spada e anche le abilità magiche senza che una cosa precludesse l’altra.

Con il passare del tempo ho notato però che questo termine è stato un pò travisato: si tende a pensare che un gioco di questo tipo debba essere necessariamente realizzato con grafica realistica in 3D e che il mondo da esplorare debba essere così vasto da non percepirne i limiti.

Per questo motivo quando ho affermato che Maple Story fosse un gioco open world molti dei miei interlocutori hanno storto il naso. Si tratta infatti di un platform a scorrimento laterale con aree collegate tra loro da uscite multiple. Eppure anche questo gioco è un open world più di quanto non sia Cyberpunk 2077. Perché?

Perché Cyberpunk 2077 ti rinchiude in un quartiere in quarantena e non sei libero di visitare tutto il mondo finché non superi alcune quest della storyline principale. Quindi quel vasto mondo 3D che sembra infinito ti costringe a scelte molto più pilotate di quanto non faccia un titolo 2D come Maple Story.

Se poi vogliamo parlare di vastità, ricordiamo che la struttura di Cyberpunk 2077 è chiusa e immutabile, cosa sicuramente inferiore a titoli come Minecraft dove il mondo oltre ad essere infinito è anche modificabile nella sua totalità.

Penso che nel 2021 ci si debba aspettare qualcosa di più da un titolo open world, non soltanto per l’aspetto grafico, ma anche per la possibilità di influire sull’ambiente, soprattutto se si tratta di un gioco single player, ove quindi non è necessario preoccuparsi di come le scelte di un giocatore influenzano quelle degli altri.

Quando vedremo un mondo dove è possibile tagliare un albero o far esplodere un palazzo? In realtà la mia attenzione oggi va a Crimson Desert, titolo che dovrebbe uscire entro fine anno.

Troppe aspettative? Probabilmente si, ma incrocio comunque le dita!


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