Cosplayer: essere o avere?

Martedì 04 Novembre 2014

Se hai un bel costume NON stai facendo cosplay.

Se reciti in costume NON stai comunque facendo cosplay.

Se IMITI un personaggio allora sei più cosplayer dei due casi precedenti.

Ne consegue che:

Non puoi imitare nessuno se sei un original.

Non puoi essere valutato in un contest se sei un generico personaggio di qualche videogioco, ne se sei un generico steampunk o un anonimo vampiro, oppure uno dei tantissimi elfi o qualsiasi altro personaggio privo di NOME e COGNOME.

E' facile capire che l'abito non fa il cosplayer ma ciononostante spesso si premia solo in funzione dell'abito, doppiamente nei contest fotografici e poi si finisce con il chiedersi se andava premiato chi ha fatto l'abito o chi lo ha indossato...

E' più difficile capire che la recitazione e l'interpretazione sono due cose diverse, ciononostante si accettano in molti contest personaggi che non hanno una caratterizzazione sufficiente ad essere confrontati all'originale.

E visto che buona parte dell'interpretazione dipende spesso dall'espressione del viso e dalle movenze del corpo, abitoni e armature che coprono il viso o bloccano i movimenti dovrebbero penalizzare il soggetto, invece sono sempre quelli che hanno i giudizi migliori.

Per questa divergenza di opinioni è abbastanza raro che mi interessi dell'aspetto competitivo del cosplay, ma scrivo questo post per esprimere la mia solidarietà a chi è stufo di essere snobbato nell'ambiente del cosplay sempre più (e decisamente troppo) competitivo.

Quindi, se vi dicono che il vostro cosplay fa schifo; ricordatevi che la cosa che fa veramente schifo spesso sono i criteri di valutazione di chi ve lo dice, e questi non vedono certamente la passione che ci mettete nell'impersonare i vostri eroi.


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