La Castagna

Lunedì 20 Ottobre 2014

Lunedì mattina, ore 10.30. Sto andando da un cliente attraversando in auto alcuni paesi della Franciacorta. In coda dietro un grosso camion ho tempo per pensare un po' e un ciclista dietro di me mi porta qualche spunto interessante. Lo osservo per alcuni istanti. E' abbastanza giovane, in forma, indossa la classica divisa da ciclista con colori sgargianti e piena di sponsor. Bici da corsa probabilmente del costo di qualche migliaio di euro, ma non me ne intendo e quindi potrei sbagliare. Il camion che mi precede gira a sinistra e io posso procedere ad un'andatura più spedita. E' lunedì mattina, il giorno in cui si ricomincia a lavorare, si corre dai clienti perchè il tempo è poco e di sicuro procedere a 40 km/h dietro un camion non è stato utile. Io non potrei fare il ciclista di lunedì mattina. Al massimo, se fossi un dipendente, potrei usare la bicicletta per andare a lavorare. Quello sarebbe un bel risparmio. Invece il lunedì mattina devo correre a fare il mio lavoro perchè non posso permettermi una bici da corsa e non avrei nemmeno il tempo di indossare il completino da ciclista, figuriamoci passare la mattina andando in bici. Immagino che il ciclista di poco fa sia un commesso: i negozi sono chiusi di lunedì mattina, quindi magari lui trova il tempo per dedicarsi ai suoi hobby. Oppure è uno di quei fortunati che non hanno problemi economici e quindi può permettersi di spegnere il cellulare anche il lunedì.

C'è un auto parcheggiata al bordo della strada, è sotto un grosso castagno. L'auto non è male. Classico colore argento, non molto appariscente, probabilmente di qualche piccolo imprenditore che come me deve spostarsi parecchio per lavoro. Poco lontano il proprietario è intento a raccogliere delle castagne. Eppure sono le 10.30 di lunedì mattina.

E' autunno, proprio il periodo delle castagne. Nel secolo scorso, durante le guerre, sono state le castagne a permettere alla nostra gente di sopravvivere durante le carestie. Era praticamente l'unico cibo disponibile e si mangiava in mille modi diversi. Oggi si fanno le caldarroste, si vendono anche a cifre superiori ai 5 euro a sacchetto, ma è solo uno sfizio da abbinare al vin brulè nelle giornate più fredde per riscaldarsi un po' mentre si passeggia.

Chissà quante ne aveva raccolte quel tipo. Non aveva l'aria di un venditore di caldarroste però...

Io nel frattempo sono quasi arrivato a destinazione. Lavorare in primis è un dovere nei confronti dei clienti a cui offro i miei servizi; impeccabili e puntuali. Non lavoro più per passione, ho scelto altri hobby per “staccare” dalla quotidianità. Eppure quando ho iniziato lo facevo perchè era la cosa che amavo fare. All'epoca pensavo che avrei fatto una cosa che mi piaceva fare e avrei guadagnato soldi a sufficienza per ottenere quello che volevo, partendo dalla mia indipendenza.

Oggi devo correre per rispettare i tempi, altrimenti non ottengo nemmeno quello che mi serve per vivere. Non perchè abbia mille spese superflue: non ho uno yatch e nemmeno una bici da corsa. Buona parte di quello che guadagno mi serve per pagare INPS, IVA e tasse, spese auto, assicurazioni, commercialista; praticamente un'ora del mio lavoro non vale molto più di un sacchetto di caldarroste.

Allora penso che sotto quell'albero, domani ci sarà parcheggiata anche la mia auto, perchè se devo sopravvivere preferisco farlo raccogliendo castagne come i miei antenati piuttosto che come schiavo dell'oligarchia italiana.


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