La primavera elettorale

Lunedì 11 Aprile 2011

Ogni anno, all'inizio della primavera, molti comuni italiani si svegliano sentendo qualcosa di diverso nell'aria. Per alcuni di questi si preannuncia il rinnovo dell'amministrazione comunale. Nonostante l'indifferenza generale in questo periodo capita di osservare un anomalo numero di manifesti e volantini infilati nei posti più improbabili.

Nelle fresche e limpide mattine delle domeniche primaverili, oltre ai testimoni di Geova, a spasso allegri per le strade si incontrano i personaggi più strani. Se si è fortunati si può assistere anche a scene in stile "Non ci resta che piangere" con frasi del tipo: "ricordati... che devi morire! Ma prima vota la nostra lista civica!"

E' bello poter assistere dal vivo alla natura che si rinnova, proprio come i documentari del National Geographic: quello di oggi parla della fine del ciclo vitale di un animale molto comune, anzi comunale.

La competizione per la darwiniana evoluzione della specie porta i giovani politicanti in erba a comporre lodi ricche di progetti e speranze per il futuro, volti a convincere il maggior numero di cittadini comuni, detti anche elettori, a sottomettersi di buon grado alla pratica dell'accoppiamento. E' un rituale molto antico che è rimasto immutato negli anni. Raggiunge il suo culmine quando l'elettore si accorge che il politico in carica, sorridendo, si è collocato ormai da tempo alle sue spalle. Non c'è da temere però: l'espressione perplessa dell'elettore non preclude mai un'interruzione del rituale, che spesso lui per primo, desidera reiterare per altri quattro lunghi anni.

L'altro imperdibile momento nella vita del politicante medio è sicuramente il sopraggiungere della morte. Al contrario di molti altri animali che raggiungono cimiteri comuni quando sentono il sopraggiungere della fine, il politicante medio a termine mandato agisce in modo completamente opposto.

Per prima cosa dispone che su tutto il suo territorio vengano realizzate opere che esprimano palesemente il suo profondo amore per la comunità, svuotando le casse comunali di quel poco che era rimasto. Poi, con mosse furtive, cerca di portare a casa propria tutto ciò che riesce ad accaparrarsi: volumetria, contratti, le poltrone degli uffici del municipio, e ovviamente la carta igienica dai bagni.

Gli esemplari più importanti di questa razza, in particolare quelli denominati "sindaci", vivono ancora nell'illusione di tornare ad essere il capo branco e, per questo motivo, spesso si mimetizzano, sempre in agguato, in fondo a nuove liste elettorali. Se questo non è possibile, traggono comunque un forte senso di appagamento inviando parenti prossimi, amici e sottoposti, in tutte le formazioni che hanno qualche possibilità di ardire alla vittoria.

I futuri giovani politici, ancora privi degli strumenti di difesa tipici della loro specie, per non essere depredati del loro stesso elettorato, cercano di cambiare nome alle loro formazioni, in modo da disorientare il vecchio capo branco. Sfortunatamente è stato appurato da recenti studi che, oltre ad essere totalmente inefficace, questo espediente si ritorce contro gli stessi elettori che spesso accolgono con gioioso interesse la falsa novità, probabilmente inebriati dall'avvicinarsi della stagione degli accoppiamenti.

Questo breve documentario non poteva concludersi con una sigla speciale e particolarmente azzeccata: "The circle of life" di Elton John, anzi, per noi italiani c'è la versione cantata da Spagna...

D'altronde siamo anche un pò masochisti, no?


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