La fotografia è come l’amore

Domenica 22 Settembre 2019

Sono belli entrambi. Fine.

So che nell’era di internet non posso pretendere maggior attenzione per una frase più lunga, ma per voi che riuscite ancora a leggere queste righe sono lieto di proseguire il mio post.

Ho sempre pensato che un’opera d’arte non fosse generata solo dalla volontà del suo autore, ma rappresentasse un concetto, raccogliesse emozioni e una serie di altri elementi non pianificabili a tavolino. In pratica in ogni opera di livello, compreso quelle fotografiche, ci deve essere quella componente non prevedibile e irripetibile che la rende unica e la distingue da un’immagine qualsiasi.

Lo stesso vale per l’amore: non è ovvio che ci si innamori di una persona semplicemente perché è bella, ma deve nascere quel qualcosa di inspiegabile che te la fa apprezzare anche oltre il mero aspetto estetico.

In ambito fotografico un punto fermo è la tecnica, sia per fase di scatto che per la fase di post-produzione. Chi padroneggia la tecnica tirerà fuori foto esteticamente valide. Riuscire a fare foto di questo livello su richiesta di qualsiasi cliente/cosplayer significa essere professionisti. Soddisfare un cliente è una grande responsabilità che io non desidero avere, e comunque se lo facessi scegliendo solo quei clienti che mi piacciono avrei intrapreso una scorciatoia che mi farebbe sentire solo un opportunista: stessa desinenza di professionista, significato no.

D’altra parte ogni cliente ha diritto di scegliersi il suo fotografo e pagarlo per ottenere belle foto pensando che siano opere d’arte esattamente come chi paga il sesso può illudersi che sia amore, solo che questo in Italia è un reato.


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