Fine-art Photography by ZA

Fotografare di nascosto

Sabato 23 Giugno 2018

La scorsa settimana vi abbiamo parlato di come vengono applicate alcune leggi in fotografia. Si tratta di un riassunto di poche righe e quindi può suscitare molte domande, ma visto l’enorme successo dell’iniziativa, abbiamo deciso di approfondire alcuni dei punti che abbiamo elencato.

Oggi parliamo di chi fa foto di nascosto. In particolare domanda a cui vogliamo rispondere è: come puoi essere accusato di infastidire una persona che nemmeno si è accorta di te? Questo è proprio il caso della sentenza 9446 del 2018 dove l’imputato è stato condannato in funzione dell’articolo 660 del codice penale, ovvero la molestia.

Personaggi che scattano in questo modo ne vediamo tanti alle fiere: sia quelli che girano con il teleobiettivo come se fossero ad un safari, sia chi si posiziona con il cellulare “casualmente” dietro le spalle di un’ignara cosplayer in posa per un fotografo.

Questi personaggi, quando vengono colti sul fatto, solitamente da fidanzato della cosplayer che non esita a redarguirli ribattono “ma io sono in un luogo pubblico e posso fotografare quello che voglio”. In questo caso però ora sappiamo che nessuno sta mettendo il dubbio il diritto lecito di fare una fotografia, ma si sta contestando l’atteggiamento molesto con cui la foto è stata fatta o si è tentato di fare. Per la Corte di Cassazione infatti “se il fatto è molesto rispetto al modo di vivere comune è irrilevante che la persona offesa non se ne sia accorta”.

Tutti i buoni fotografi, che hanno l’abitudine di costruire le loro opere fotografiche con la piena collaborazione del soggetto, sono i primi ad essere turbati da vedere questi atteggiamenti furtivi e molesti spesso atti solo a portarsi a casa la foto di un culo (pardon).

La seconda carta del molestatore è “le foto sono mie, tu non hai diritto di vederle o di prendermi la macchina”. Vero anche questo, in effetti il sequestro probatorio sarà a cura dell’ufficiale di polizia secondo l’art. 253 del codice di procedura penale.

Morale: non è l'equipaggiamento che fa il fotografo ma il modo di scattare le foto.

E ora non ci resta che indossare parra e salvagente e partire per la spiaggia!

Grazie per averci seguito! Volete che approfondiamo altri punti del nostro post del 14 giugno?Scriveteci o commentate!

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