Televisione 2.0

Ve ne siete accorti anche voi? Internet è morta: siamo tornati nell’era della televisione. No, non sto parlando di quelle teorie che affermano che la quasi totalità dei contenuti che vediamo sono prodotti da sistemi automatici. Parlo del modo in cui fruiamo della rete: motori di ricerca, forum, siti internet, pagine di blog. Tutto ciò che ha reso grande internet prima dell’avvento degli smartphone è stato inscatolato da tre o quattro multinazionali e messo in un angolo della soffitta. Ma in quegli scatoloni c’è imprigionata anche la cosa più importante: la libertà di scelta. Oggi non si digita quasi più, si passa il tempo a fare swipe tra un video e l’altro.
Ogni volta che ci penso ricordo mio nonno seduto sulla sua poltrona con la pipa in bocca e il telecomando in mano. Premi un numero per scegliere un canale, lo ascolti un po’ e poi premi un altro numero. Possibilità di interazione zero e scelta limitata a una decina di tasti numerati. Non vi ricorda qualcosa? Come siamo tornati indietro di 40 anni?
Mio nonno però non era inconsapevole e mi diceva che stare troppo davanti alla TV ti faceva il lavaggio del cervello. Ma era un sistema di controllo rudimentale: con una lunga assuefazione ti convinceva che tutto quello che passava sullo schermo era verità. Poi c’erano gli spot, così martellanti e ripetitivi che, se andavi al supermercato, ogni volta che trovavi uno di quei prodotti sugli scaffali iniziavi a canticchiare inconsapevolmente il suo jingle.
Oggi il lavaggio del cervello è più subdolo e profondo: ogni swipe è confezionato su misura per te e passo dopo passo ti porta a diventare il perfetto suddito. Decide lui cosa devi desiderare, cosa devi sapere, in cosa devi credere, cosa devi odiare e cosa devi ignorare. A te basta uno swipe.
Se per un momento ti sei sentito oppresso e ignorato, nessun problema: diventa un content creator. È facilissimo e vedrai quanta gente ti ascolterà: non ti bastano mille spettatori? Paga e ne avrai diecimila. Non ti deve importare se ti ameranno o ti odieranno e non ti deve importare nemmeno chi sono. Ci pensa l’algoritmo a darti il pubblico giusto, ma solo per un po’, dopo ovviamente devi tornare a produrre. Magari non avrai sempre il successo dei primi video, forse non lo fai abbastanza spesso. Dovresti farlo di più, di più, di più… In fondo essere il primo della fila era il posto migliore anche in Human Centipede.
Ma non c’è bisogno di chiamare in causa futuri distopici, basta un piccolo rimpianto del passato: per guardare il televisore almeno non eri costretto a tenere la testa chinata.
