La Castagna

Luned? mattina, ore 10.30. Sto andando da un cliente attraversando in auto alcuni paesi della Franciacorta. In coda, seguendo un grosso camion, ho tempo per pensare un po' e un ciclista dietro di me mi porta qualche spunto interessante. Lo osservo per alcuni istanti. E' abbastanza giovane, in forma, indossa la classica divisa da ciclista con colori sgargianti e piena di sponsor. Bici da corsa probabilmente dal costo di qualche migliaio di euro, ma non me ne intendo e quindi potrei sbagliare. Il camion che mi precede gira a sinistra e io posso procedere ad un'andatura pi? spedita. E' luned? mattina, il giorno in cui si ricomincia a lavorare, si corre dai clienti perch? il tempo ? poco e di sicuro procedere a 40 km/h dietro un camion non ? stato utile. Io non potrei fare il ciclista di luned? mattina. Al massimo, se fossi un dipendente, potrei usare la bicicletta per andare a lavorare. Quello sarebbe un bel risparmio. Invece il luned? mattina devo correre a fare il mio lavoro perch? non posso nemmeno permettermi una bici da corsa e non troverei il tempo di indossare un completino da ciclista, figuriamoci passare la mattina andando in bici. Immagino che il ciclista di poco fa sia un commesso: luned? mattina molti negozi sono chiusi, quindi magari lui trova oggi il tempo per dedicarsi ai suoi hobby. Oppure ? uno di quei fortunati che non hanno problemi economici e quindi pu? permettersi di spegnere il cellulare anche il luned?.
C'? un auto parcheggiata al bordo della strada, ? sotto un grosso castagno. L'auto non ? male. Classico colore argento, non molto appariscente, probabilmente di qualche piccolo imprenditore che come me deve spostarsi parecchio per lavoro. Poco lontano il proprietario ? intento a raccogliere delle castagne. Eppure sono le 10.30 di luned? mattina.
E' autunno, proprio il periodo delle castagne. Nel secolo scorso, durante le guerre, sono state le castagne a permettere alla nostra gente di sopravvivere durante le carestie. Era praticamente l'unico cibo disponibile e si mangiava in mille modi diversi. Oggi si fanno le caldarroste, si vendono anche a cifre superiori ai 5 euro a sacchetto, ma ? solo uno sfizio da abbinare al vin brul? nelle giornate pi? fredde per riscaldarsi un po' mentre si passeggia.
Chiss? quante ne aveva raccolte quel tipo. Non aveva l'aria di un venditore di caldarroste per?...
Io nel frattempo sono quasi arrivato a destinazione. Lavorare in primis ? un dovere nei confronti dei clienti a cui offro i miei servizi; impeccabili e puntuali. Non lavoro pi? per passione, ho scelto altri hobby per ?staccare? dalla quotidianit?. Eppure quando ho iniziato lo facevo perch? era la cosa che amavo fare. All'epoca pensavo che avrei fatto un lavoro che mi piaceva e avrei guadagnato soldi a sufficienza per ottenere quello che volevo, partendo dalla mia indipendenza.
Oggi devo correre per rispettare i tempi, altrimenti non ottengo nemmeno quello che mi serve per vivere. Non perch? abbia mille spese superflue: non ho uno yatch e nemmeno una bici da corsa. Buona parte di quello che guadagno mi serve per pagare INPS, IVA e tasse, spese auto, assicurazioni, commercialista; praticamente un'ora del mio lavoro, al netto delle spese, non vale molto pi? di un sacchetto di caldarroste.
Allora penso che sotto quell'albero, domani forse ? meglio parcheggiare anche la mia auto, perch? se devo sopravvivere preferisco farlo raccogliendo castagne come i miei antenati piuttosto che come schiavo dell'oligarchia italiana che ancora qualcuno ? convinto di poter chiamare democrazia.
