Il fotoamatore cosplay è in via d’estinzione

Negli ultimi mesi ho riflettuto molto su come è cambiato il rapporto tra cosplayer e fotografi alle fiere. Per prima cosa, è fondamentale distinguere le dinamiche che si creano negli eventi con una location ambientata, come Sigurtà o Grazzano, da quelle legate alle fiere che si svolgono nei padiglioni, come Monza e Milano Comics.
Mentre molti fotografi preferiscono le scenografie naturali, io sono tra quei pochi che ancora amano scattare nel caos dei capannoni, tra i visitatori e stand. Gli eventi all'aperto hanno il loro fascino, ma spesso i cosplayer si organizzano prima e non accettano scatti improvvisati da chi non conoscono. Inoltre, le aree più suggestive sono spesso occupate in pianta stabile da quei "professionisti" che, stando fermi, puntano a ottimizzare tempi e profitti, scattando fotocopie.
Oggi, il fotografo amatoriale, specialmente se uomo, si scontra con una forte diffidenza. Se in qualche modo si riesce a stabilire un minimo di fiducia, la prima domanda che si sente è: "Quanto costa?". Lo spazio di manovra tra l'essere percepito come "costoso" e "maniaco" è sempre più ristretto.
È ironico notare come i cosplayer che interpretano personaggi di serie a tratti disturbanti o esplicite, come Dandadan, Chainsawman, Hazbin Hotel e Panty & Stocking, siano i primi a squadrare in malo modo i fotografi sconosciuti che provano ad avviccinarli.
Oltre ai pregiudizi, i fotografi amatoriali devono affrontare una competizione inarrestabile. I cellulari offrono una qualità sempre maggiore, i ritocchi con l'intelligenza artificiale sono immediati e la crescente moda dei video su TikTok spinge molti a preferire i contenuti animati rispetto alle foto.
Il 5 settembre 2014, quasi 11 anni fa, scrissi un post sul mio blog intitolato "sbucciare un fotografo". Già allora cercavo di spiegare che il vero valore di un fotografo non sta nell'attrezzatura, né nel fotoritocco, e nemmeno nel soggetto. Il nostro ruolo unico sta nella capacità di unire ambientazione, espressioni e pose, luci e inquadrature, scegliendo l'istante perfetto.
Ho l'impressione che la fotografia alle fiere sia sempre più dominata dall'egocentrismo. Si vedono fotografi che celebrano la propria "arte" con diffusori sempre più grandi, circondati da cosplayer disposti a pagare chi ha abbastanza like da essere alla loro “altezza”. Ma se non sei nessuno e giri con una semplice macchina fotografica, sono i primi a schivarti con aria disgustata.
Oggi chi parte per la fiera portando con sé l'entusiasmo torna a casa con altrettanta delusione. Nel mezzo tra un selfie e una foto a pagamento sembra non esserci più spazio per nulla. Il gesto di scattare una foto per pura passione, un tempo al centro di questo mondo, rischia di scomparire.
