Fiere cosplay: game over

Stavo riflettendo sulle ultime fiere cosplay a cui ho partecipato e le conclusioni, purtroppo, non sono buone. Prendo atto di un dato di fatto: l’enorme diffidenza da parte dei cosplayer quando si avvicina uno sconosciuto. Essere un maschio di una certa età è già un pessimo inizio; avere una macchina fotografica in mano non aiuta, anzi. Sarebbe quasi meglio presentarsi con biro e cartoline a chiedere soldi per qualche ONLUS farlocca…

Ma, anche ad avere abbastanza pelo sullo stomaco da ignorare il disagio evidente di chi non ti conosce, la delusione resta. Si insinua il dubbio che il tuo arrivo sia preceduto da voci che ti dipingono in modo poco professionale; se però hai le palle di chiedere direttamente a chi confabula, ovviamente tutto viene negato. D'altronde, da veterano delle fiere quale sono, di voci su tizio e caio ne sento da sempre: non credo che nessuno ne sia immune, me compreso. Forse doppiamente, visto che faccio shibari. I cosplayer si sputtanano già tra loro, ed è palese che più ti addentri in questo mondo, meno possibilità ci sono di uscirne intonsi.

Per molti fotografi la Tana dell’Elfo è diventata il punto di partenza della giornata, un modo per anestetizzare questo tipo di percezioni. Purtroppo, presentarsi alticci non aiuta a migliorare il rapporto con i cosplayer, e non aiuta nemmeno me, che sono astemio.

L’alternativa sarebbe la via del marketing online, una strada intrapresa da molti e spesso affiancata dall’offerta di servizi a pagamento. Io la evito per principio: preferisco lasciare l’etichetta “hobby” sulla mia macchina fotografica, nonostante sia evidente come il binomio “prezzo uguale qualità” trionfi sempre, per quanto sbagliato.

Eppure, destinare più della metà dei weekend di un anno a cercare soggetti in fiera porterà pure a dei risultati, no? Scherzavo. La verità è che di persone nuove, quest’anno, se ne sono aggiunte solo un paio. Ma quante ne ho perse? Almeno il doppio: basta fare qualche passo nella pagina “Faded Out” del mio sito per vedere, letteralmente, un'ecatombe.

Mi chiedo se abbia ancora senso fare il cosplay di Penelope, continuando a tessere una tela di amicizie che si disfano nel giro di una notte.


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