Le fiere non hanno abbastanza coraggio per i Man With A Mission

Già che in questo periodo sono in vena di critiche colgo l’occasione per fare qualche riflessione sul mondo delle fiere partendo da una domanda: a che serve nel 2026 portare ancora le sigle dei cartoni anni 80 in fiera? La risposta, che potrebbe non piacervi, è che un pubblico senior, che magari ha pure figli, stacca almeno tre o quattro biglietti e gli avanza anche qualche spicciolo per comprare un paio di gadget e un panino alla zona food.
La verità è che i direttori artistici delle fiere del fumetto oggi sono completamente succubi delle mode. Arriva il trend di K-Pop Demon Hunters, tutti a proporre balletti e canzoni a tema Huntrix. I più eclettici si spingono anche a spazi dedicati al K-Pop in generale ma anche quella è una moda ormai consolidata anche in Italia. Complimenti a chi ci ha creduto fin da subito.
La parola “fumetto”, che sa di polvere, è stata rimpiazzata da un più scintillante “comics” e affiancata poi da “games” nella speranza di recuperare qualche briciola dalla “settimana del gioco”. Questo è il massimo sforzo per rilanciare un format che prosegue il suo naturale e inesorabile declino.
La verità è che il successo della Games Week deriva fondamentalmente da due fattori: il primo è che i produttori di videogiochi ci sono e mostrano vere novità al pubblico, il secondo è che i piccoli influencers non mancano mai e si portano appresso i propri followers.
In passato le fiere del fumetto avevano tra gli ospiti disegnatori internazionali noti, oggi probabilmente non credono più che quello possa essere fonte di guadagno e probabilmente hanno ragione. Nel mondo del cosplay c’è un margine di manovra enorme che non sia la solita gara tra alberi di Natale in playback. In parte è già troppo tardi per salire su questo treno. Gli eventi fotografici e i raduni cosplay in location dignitose riscuotono un discreto successo e coinvolgono fotografi che sono più motivati e seri del turista da zoo-safari medio delle fiere. Ma si può fare qualcosa nei padiglioni delle fiere? La risposta è sì, e in realtà le idee non mancano. Ma chi ha voglia di metterle in pratica per primo sapendo che se non va bene rischia di perderci soldi e in caso contrario lo copieranno tutti la settimana successiva?
A giugno arriva in Italia il concerto dei Man With A Mission, quelli che hanno suonato la terza opening di Demon Slayer e quella di Inuyashiki: guarda caso è proprio a Novegro. Come dite? Al Festival del Fumetto? Assolutamente no, è dalle parti dell'idroscalo. Quindi nessuna eccezione alla regola: nel mondo delle fiere non c’è il coraggio di provare formule diverse. Questo chiude la porta in faccia a tutte le persone di talento che non riescono emergere. Ma d'altronde le fiere devono solo essere alla moda, non crearne di nuove...
