Il cassetto è chiuso

Recentemente abbiamo chiacchierato sull’importanza della pubblicazione di ogni opera fotografica. Tutto è nato da una domanda: “è ancora il caso di mostrare i propri lavori sui social?”
Non nascondo che ogni volta che trovo una risposta che mi soddisfa dura pochi giorni e poi la metto in dubbio, complice anche il continuo avvento di nuove tecnologie che cambiano molto velocemente le carte in tavola.
Mi avete scritto: “ma che senso ha tenere le proprie foto chiuse in un cassetto?” Questa domanda mi ha colpito, ma d’altra parte è forse meno peggio buttare tutto nell'oceano?
Sono sinceramente nauseato: trovo tutto sbagliato nelle meccaniche dei social networks. Una scala di valori basata sulla quantità e non sulla qualità, lo svilimento di ogni idea originale rispetto all’ovvio, ma soprattutto la contaminazione della realtà con contenuti falsi e puramente virtuali. Dovrei veramente sgomitare lì in mezzo?
Alla fine mi sono chiamato out: non semplicemente per una questione di competizione obbligata, che comunque in un contesto artistico non accetto; uno dei motti più importanti per me è “la fotografia non è una gara”, e di sicuro non lo rinnego per vincere visibilità. C’è anche un ragionamento più profondo sul senso della propria esistenza. Esistere solo perché si è attivi su un social è come vivere rinchiusi in un acquario, dove la gente passa e si accorge di te solo nel momento in cui ti agiti mentre, per il resto del tempo, sei solo un oggetto lasciato a far polvere su qualche mensola.
Questo è il punto fondamentale. Nell’ultima fiera ho dato a chi ha scattato con me copia cartacea di uno dei miei scatti: un valore lontano dal mondo digitale, perché quella che un giorno sarà solo una vecchia fotografia chiusa in un cassetto sarà comunque una traccia più solida e tangibile di qualche byte perso nel cloud.
Se fossi ancora un ragazzo magari non mi importerebbe, ma sono giunto nella parte finale della mia vita e non voglio spegnermi insieme allo schermo di uno smartphone a corto di batteria. In questi giorni sto pulendo casa e trovo un sacco di ricordi di mio padre, soprattutto fotografici, ognuno dei quali mi regala un sorriso o una lacrima, ma non importa se a volte sono tristi, perché sono tutte tracce di lui e hanno più di cinquant'anni. Voi avete qualche contenuto digitale che conservate da almeno vent'anni?
