Cinquanta sfumature di…

Sabato 23 Luglio 2022

Un tempo la "politica" era un concetto di nobile valore sociale, oggi rievoca soltanto tutte le sofferenze che viviamo quotidianamente per colpa di una classe dirigente totalmente inetta. Certo, direte voi: “ ma è colpa degli elettori”; non vi do torto: metà della popolazione non va a votare, mentre i giovani che trovi in piazza a protestare contro i cambiamenti climatici, non hanno diritto al voto. Non che ci sia da aspettarsi molto nemmeno da loro, visto che passato il corteo trovi più rifiuti per strada che ad uno stadio dopo la partita.

Abbiamo avuto dieci governi in dieci anni, vissuti giusto il tempo di guadagnarsi il diritto al vitalizio o alla pensione, nati con leggi elettorali sempre diverse spacciate come garanzia di stabilità, sempre ritoccate il giusto per non lasciar fuori nessuno e, se proprio non ci si riesce, ci sono un sacco di enti e aziende parastatali pronte ad ospitare il culo di chi non ce l’ha fatta.

Politicanti che prendono a calci il paese come fosse una lattina; a colpi di mancette elettorali sotto forma di bonus che evaporano dalle mani della gente comune per finire in tasca alle banche.

Leggi e decreti farciti di sorprese per far cassa, soprattutto quando l’italiano medio è distratto a fare il bagnetto al mare. Chissà perché queste cose riescono a farle, invece quando devono approvare una legge su cui a parole sono tutti favorevoli, votano contro perché il relatore ha una camicia che non si abbina alla giacca.

E vanno avanti così finché non annusano l’aria di elezioni, poi ripartono con la campagna elettorale che garantirà soldi a tutti, l’immunità alle malattie e la pace nel mondo senza compromessi. L'unica certezza è che ogni promessa andrà finanziata e pagata dal cittadino comune, ma questo si omette sempre. Fortuna che sono quasi tutte promesse da marinaio di cui ci si è scordati già agli exit pools.

Altro che cambiare ancora sistema elettorale: fosse per me, chi non arriva a fine legislatura, o chi ci arriva senza aver completato il programma elettorale che ha proposto, vitalizi e pensioni se le scorda.

La gente nel frattempo litiga per stabilire se è meglio destra o sinistra, comunismo o fascismo, federalismo o centralismo esattamente come negli anni settanta, ma in realtà non esiste più nulla di tutto questo. La vera lotta di questi anni è soltanto quella tra liberismo e statalismo. In ogni caso alle urne ci si accorge che si può solo scegliere tra cinquanta sfumature della stessa merda.


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