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La discriminazione che non c’è

Martedì 19 Ottobre 2021

Negli ultimi anni ci si è accorti che si può essere discriminati praticamente per qualsiasi cosa: ti discriminano se sei donna, gay, di colore, musulmano, asiatico, se sei di destra o di sinistra e spesso anche per come ti vesti. Ci sono pure parole come “razzista” o “sessista” fatte apposta per indicare chi si comporta in questo modo. Eppure oggi finalmente anch'io faccio parte a pieno titolo di una categoria che può essere discriminata, ma purtroppo non c’è un nome per chi perpetra questo genere di ingiustizia.

Tanti anni fa un mio amico mi aveva raccontato la sua esperienza come allenatore di pallavolo: aveva fatto tutto il corso in federazione, aveva passato una stagione a fare da arbitro come richiesto e aveva superato anche l’esame finale. Eppure allenatore non lo è mai diventato, perché al momento di ufficializzare la cosa gli hanno semplicemente detto: “tu sei troppo vecchio per fare l’allenatore”.

Ma essere vecchi non è una colpa. Sia chiaro, non parlo di persone estremamente anziane, parliamo semplicemente di chi non ha più trent’anni. E’ un’età in cui si inizia a sentire la solitudine, si vorrebbero fare ancora tante cose, ma la famiglia e il lavoro assorbono buona parte del tempo.

Il dialogo con le generazioni più giovani è impossibile: si è considerati privi di valore per i giovani e se qualcuno osserva la scena ti da pure del pedofilo anche se stai parlando con una ventenne.

Attenzione però, i “vecchi” non sono indifesi: sono persone spesso realizzate nel lavoro e con un patrimonio economico non indifferente che possono guardare anche alla politica per dettar legge stando seduti in poltrona. Insomma, alla fine ci si rende conto che quello che non si può più ottenere con un bel fisico, lo si ottiene con una mazzetta di banconote. Che tristezza.

I vecchi sanno che non hanno più niente da perdere: l’inquinamento? Il cambiamento climatico? I debiti dello Stato? Si faranno due risate da lassù quando chi li ha snobbati fino al giorno prima si troverà il conto da pagare. Quindi se non c’è amore e inclusione tra le diverse generazioni, i più giovani si troveranno a camminare alle spalle di un branco di locuste.

Io resto seduto ad un tavolo a rileggere queste parole, senza poter dare una conclusione al mio scritto, perché non posso condannare i vecchi, dovendo prima giudicare me stesso.


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