Quattro modi di fare il fotografo cosplay

Giovedì 03 Giugno 2021

Dopo due anni di clausura pandemica si torna in fiera a far fotografia. Giusto ieri mi sono lamentato di chi sfrutta gli eventi per organizzare set fotografici a pagamento dentro la fiera, senza nemmeno essere un fotografo. In effetti quando parliamo di Riminicomix non esiste il concetto di “dentro”, visto che è uno spazio aperto completamente gratuito. Altra questione evidentemente non chiara è “cosa significa essere un fotografo”? Come sapete io sono abituato a distinguere semplicemente tra fotoamatori e fotografi professionisti, ma mi si fa notare che non è tutto così semplice. Quindi rettifico dicendo che ci sono quattro tipologie di fotografi: il fotoamatore che scatta gratuitamente, il fotografo professionista che ha un’attività registrata all’agenzia delle entrate con codice ATECO 74.20. Poi ci sono quelli che hanno un lavoro differente e sfruttano una partita IVA per i proventi fotografici e infine ci sono quelli che “qualche euro in più non si buttano mica via”.

Non è mia intenzione criticare il vostro odio per il fisco, io per primo sono nauseato dalle vessazioni e dalla burocrazia che lo contraddistingue. Ciononostante stralcio a piè pari questa categoria dal mio ragionamento e

spendo un minuto di silenzio per il fotografo professionista che ha come business core la fotografia cosplay: è stato bello conoscerti... non penso ci rivedremo ma faccio... il tifo per te!

A questo punto restano le due categorie di cui potrei far parte anche io, ovvero: il fotoamatore che lotta per la gloria, e chi pensa che le proprie opere fotografiche abbiano un valore monetizzabile, anche se sicuramente inferiore a qualche selfie su onlyfans.

Il fotoamatore che scatta gratis è quello che viene regolarmente snobbato, perché ciò che è gratis non ha valore: “meglio aspettare in coda il fotografo X perché ci ho speso TOT euro piuttosto che rinunciare ed essere puntuale con chi scatta gratis”. Guardiamo il lato positivo: a quanto pare i fotoamatori non sono concorrenza per i fotografi a pagamento.

Visto che la prestazione occasionale come la conosciamo non esiste più (si veda legge 96 del 9 agosto 2018), non rimane che la partita IVA per essere in regola. Come dicevo prima, fare il fotografo come attività principale significa dover quantomeno pagare tremila euro di INPS senza contare tutte le altre spese; è sicuramente una scommessa pericolosa. Avere un lavoro e fare fotografia cosplay come attività collaterale invece può avere senso. Ma quanto vale un set fotografico?

Considerando di dedicare una giornata intera a scatti e post produzione direi che potrebbe avere senso farsi pagare 150 euro. Perché? Perché altrimenti una giornata davanti al PC sarebbe retribuita decisamente meglio facendo altre cose.

E’ accettabile chiedere ad un cosplayer una cifra del genere? La prima risposta che mi viene in mente è: “solo se sei veramente molto bravo”. In realtà questa risposta mi lascia molto perplesso, perché vogliamo veramente pensare che il compenso sia legato alla bravura piuttosto che alla professionalità?

La professionalità è quella che ti da certezze: certezza di ottenere le foto che hai commissionato in tempi accettabili e in qualità adeguata, senza firma e in esclusiva.

Per chi ha avuto esperienze di fotografi a pagamento, vi chiedo: avete ottenuto quello che volevate o vi siete trovati davanti un fotografo svogliato che ha fatto quattro foto in tutta fretta e ve le ha fornite ad un livello infinitesimale rispetto a quello che mostra nel suo profilo pubblico?

Probabilmente anche io farei così: scatto perché mi piace, mica perché devo a tutti i costi tirar fuori delle foto di qualità. So cosa significa essere professionista nel mio lavoro e la fotografia non l’ho mai considerata tale.

Però è anche vero che se mi facessi pubblicità, organizzassi set e mi proponessi come fotografo professionista mi eviterei tutte le umiliazioni dei fotoamatori e potrei fare concorrenza leale e in tranquillità a chi ha già scelto questa strada. Ci penso su… che dite?


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