La legge della paura

Giovedì 25 Marzo 2021

Che cos’è la normalità? La normalità semplicemente è ciò a cui ci si abitua in un tempo sufficientemente lungo. E’ un insieme di cose ovvie, indispensabili e giuste che abbiamo imparato a fare fin da piccoli e la nostra mente ha accettato come normali.

Contemporaneamente abbiamo imparato a considerare normali anche tante altre cose, che ad una riflessione oggettiva sono totalmente prive di senso. Spesso i film hanno usato l’espediente del viaggio nel tempo per confrontare la nostra società con quelle passate e sottolineare questi cambi di mentalità.

Che si parli di fare tre pasti al giorno, di gettare liquami per strada o di chiudere a chiave la porta di casa, l’unica certezza è che il mondo cambia.

Non è poi così difficile capire quali sono le cause di questi cambiamenti: alla base di tutto c’è sempre una scelta dettata dalla ragione o dalla paura. Queste due entità, che spesso si contrappongono dentro ognuno di noi, comandano la nostra vita e vivono in un equilibrio basato sulla quantità di conoscenze che ognuno di noi possiede.

Il 2021 è un anno di grandi cambiamenti perché nella nostra vita è entrata una pandemia che è sempre più difficile considerare un evento trascurabile rispetto alla durata della vita umana. Purtroppo in una società dove la conoscenza del problema è scarsa prevale soltanto la paura, ed è questa a generare le nostre scelte.

L’istinto è quello che ci porta a sollevare la mascherina di fronte a chi non la indossa piuttosto che a chiedere di fare altrettanto, perché è quella indossata da chi incontriamo che protegge noi.

L’istinto crea la paura nei vaccini perché qualcuno è morto dopo un’iniezione, ma se il concetto di fatalità non fa parte della nostra cultura la ragione non può avere la meglio.

Così si lascia che la paura detti le nostre scelte e che la ragione si rifugi dietro il semplice concetto che la pandemia non è la normalità perché ci si rifiuta di accettarlo anche dopo un anno di restrizioni.

La logica ci dice che gli spazi aperti, la possibilità di stare a distanza dagli altri, l’igiene personale, le vaccinazioni e determinate protezioni sono le uniche armi sensate per salvarsi da questo pericolo.

Eppure la legge ci impone di stare chiusi in casa, di indossare qualsiasi cosa si possa chiamare mascherina e ci faccia credere di essere protetti. La legge sceglie quali sono le attività sicure, quali possono esserlo solo di giorno e quali siano vietate semplicemente perché non indispensabili, indipendentemente da quanti casi di contagio queste producano.

Quindi dopo un anno siamo ancora qui a vivere con le stesse leggi dettate dalla paura di un evento nuovo e inaspettato, anziché con quelle derivate dalle riflessioni su ciò che dovremmo ricondurre alla normalità della vita quotidiana. Rifiutando la certezza che i danni e la morte derivanti dalla paura non sono vaccinabili.


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