Soggetti a buffet

Domenica 01 Novembre 2020

Non è mistero che io abbia un smisurato odio verso i social network, ciononostante mi prostro al valore comunicativo che essi hanno, soprattutto in periodi in cui è sconsigliato uscire. Sfortunatamente visitare un social anche solo per controllare i messaggi espone a decine di input collaterali come le notifiche, gli avvisi di compleanno, le richieste di likes, i tag e le foto in primo piano…

Trattenere rapporti con gli altri è un’esigenza inderogabile per chi fa ritratti e questo vale anche come persona che spera di consolidare nuove amicizie per mezzo di questo hobby.

Al centro di tutto questo ci sono promesse scambiate sia dal vivo che sui social: si va dal “appena sono da quelle parti ti offro una pizza” al “vorrei scattare con te, qualche giorno per organizzarmi e ti faccio sapere”.

Il tempo passa, arriva l’autunno e poi l’inverno. Cambiano i colori della natura e con essi le idee degli scatti a cui ambire. Mentre rileggi i dialoghi scambiati sui social scorrono in bacheca le ultime foto del tuo interlocutore con uno dei tanti fotografi della zona scattate in riva a quel laghetto a pochi passi da casa tua.

E’ un copione di cui non mi stupisco più ormai: penso che i soggetti siano come le pietanze di un buffet.

Ma non quelli delle mense dove prendi il tuo piatto e ti metti in fila aspettando che il servizio catering ti serva la giusta porzione, piuttosto quelli dove la ressa intorno al tavolo vede trionfare sempre la signora grassoccia che si prende quattro fette di torta scansando i commensali come una nave da crociera che solca le onde.

E tu sei lì con il tuo piattino vuoto e l’atteggiamento umile, speranzoso che quando la ressa si disperderà troverai ancora qualcosa che non sia la pizzetta bruciacchiata capovolta in un angolo e dimenticata da tutti.

Ma anche stavolta ti ricordi di non avere la faccia tosta necessaria da promuoverti come fotografo in mezzo al mucchio e ti ripeti che le tue foto sono comunque le più belle.

Però di foto anche questa volta non ne hai fatte e sei lì a scrivere quattro parole inutili su quei social che tanto detesti.


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