L’alfabeto del sesso

Martedì 16 Giugno 2020

Quando ero piccolo l’unica lettera della sessualità che conoscevamo era la G di gay: si usava per prendere in giro i più timidi. Dirlo ad alta voce era un metodo molto semplice per far si che il malcapitato venisse schivato e schernito dai compagni di scuola. Nessuno si sarebbe immaginato di usare lo stesso appellativo per prendere in giro una bambina. Il termine lesbica lo abbiamo conosciuto quando eravamo già troppo grandi per usarla in modo così stupido. A quei tempi dichiararsi lesbica non era nemmeno considerato un deterrente per tenere lontani i ragazzi inopportuni, e forse era meglio così, almeno nel rispetto di chi lesbica lo era veramente.

La prima volta che vidi un transessuale la ricordo bene: ero in auto con gli amici e dissi: “guarda che bella quella ragazza là in fondo”, e uno degli altri passeggeri rispose: “guarda che ha la sorpresa”, e tutti risero. Io no: non capii.

Quello era l’alfabeto del sesso, per noi già così tre lettere valeva quanto dalla A alla Z. Non conoscevamo altro e nemmeno potevamo immaginare che altro ci fosse. In effetti la nostra sessualità era tutta teoria, l’occasione pratica spesso nemmeno si presentava, e senza quella non c’erano nemmeno domande.

Oggi è tutto cambiato: se gridi in strada che qualcuno è gay non lo stai prendendo in giro, stai manifestando accanto a lui durante un pride. Una persona consapevole sa che LGBTQIAPK non è un codice fiscale, ma un acronimo in cui ogni lettera rappresenta una specifica identità sessuale minoritaria. C’è anche la P che però non indica i preti; ma andiamo con ordine: se stai ancora cercando il tuo orientamento sessuale non c’è alcun dubbio, scegli la Q. Nemmeno wikipedia sa esattamente se la Q stia per “queer” o per “questioning”, la mia teoria è che la Q sia un chiaro riferimento al “quantum”: la domanda vera non è se gatto di Schrodinger sia vivo o morto, ma piuttosto se fosse maschio o femmina. Lo stesso Schrodinger avendo chiuso il gatto nella scatola dimostra di essere Kinky, cioè propenso a pratiche sessuali inconsuete, magari BDSM. E’ qui si passa ad un altro acronimo, un pò come quando prendi in mano per la prima volta la tastiera del PC e ci trovi dentro delle lettere che non useresti mai tipo la J o la Y, ma ti chiedi perché stiano proprio lì nel mezzo come le vetrine di un sexy shop di Amsterdam, e non in qualche angolo, magari sul tastierino. Altri si chiedono se kinky sia veramente un orientamento sessuale, nel dubbio il nuovo acronimo è LGBTQIA+. D’altronde se la Disney con la scusa del “plus” ha tirato dentro anche la Pixar e il National Geographics, figuriamoci cosa si può buttare nel calderone della sessualità.

STOP: Parliamo seriamente. Penso che sia veramente sbagliato e deleterio mischiare in un unico calderone gli orientamenti sessuali, le identità di genere e altre caratteristiche della nostra sessualità perché si fa solo un sacco di confusione che non aiuta a capire quali sono le vere problematiche che la comunità LGBA vuole comunicare.

Parliamo di identità di genere: ci sentiamo soddisfatti del nostro corpo o vorremmo un corpo del sesso opposto? Gli intersessuali hanno un corpo con elementi di entrambe i sessi. Possono essere problemi seri e non c’è niente di male a valutare cure ormonali o operazioni chirurgiche, cosa che invece risulta offensiva quando si parla di alterare il proprio orientamento sessuale.

L’orientamento sessuale: che cosa ci attira sessualmente? Quelli del sesso opposto? Siamo etero. Quelli del nostro sesso? Se siamo maschi siamo gay altrimenti siamo lesbiche. Ci piacciono sia maschi che femmine? Siamo bisessuali; non abbiamo alcun desiderio, siamo asessuali. Per definizione anche la pedofilia è un orientamento sessuale, ma è meglio far finta che non esista. Però se lo facciamo non ci sentiremmo come chi in passato rifiutava l’esistenza dei gay?

Gli orientamenti sessuali vanno accettati tutti per quello che sono senza vergogna e senza paura, semplicemente perché non è una scelta essere etero, gay e nemmeno pedofilo. La questione di fondo è che come esseri umani è nostro dovere combattere contro un istinto che ci porterebbe a prevaricare o fare violenza sui nostri simili. Altro discorso è quando la persona che abbiamo di fronte è adulta, consenziente e apprezza le nostre attenzioni.

Escluso tutto ciò che è legato all’identità di genere o all’orientamento sessuale rimangono ancora molte cose: come ad esempio la pansessualità, il poliamore o il mondo BDSM. In breve: la pansessualità va oltre l’orientamento sessuale perché include nella sua definizione anche la componente non fisica di un rapporto. Il poliamore rappresenta invece chi vuole interagire con più partner. Il BDSM indica il modo con cui si prova piacere nel fare sesso.

Io personalmente mi ritengo appartenente almeno a tre categorie diverse tra quelle che ho citato, e sono comunque eterosessuale. Ma proprio per la mia eterosessualità sembrerebbe un controsenso dichiararsi appartenente agli LGBT, almeno finché non sono chiari i concetti che ho espresso poc’anzi.


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