Fotografia e COVID

Mercoledì 10 Giugno 2020

"Non ci saranno più eventi come li conoscevamo: se ci sono, sono rischiosi e al limite della legalità. La normativa parla chiaro e io non voglio certo essere alla mercè dello statale di turno che interpreta a suo modo. La Regione aggiunge altre regole, la Provincia anche ed il Sindaco pure: qui obbligo mascherina, da un'altra parte distanza a uno/due/tre metri, a Canicattì stando dietro un plexiglas...

Pubblicizzano eventi a Settembre? Ma dove vivono? Non si fà l'Oktoberfest e loro pensano di fare fiere? Seduti a 2 metri e con la museruola? C'è chi aspetta pensando che prima o poi si tornerà alla vecchia normalità, ma nulla sarà più come prima..."

Queste sono le parole di un mio collega fotografo che sta pensando di mollare tutto. Come potrei non condividerle e commentarle? Capisco che oggi cercare di sopravvivere sia una guerra al limite della legalità, ma in effetti non è sempre stato così per noi fotoamatori?

Ogni giorno c'è chi condivide foto senza liberatorie, chi tocca i soggetti con la scusa di metterli in posa, chi fa foto di nascosto col 200mm, chi promette ruoli da modella se fai il "set" in albergo... Purtroppo ora ci sono anche le disposizioni sul COVID. Ma che sia un'autocertificazione, una liberatoria o una app in più sul cellulare, per noi fotografi è la solita burocrazia come naufraghi legati ad un’ancora in un mare di furbi...


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