Fine-art Photography by ZA

Il valore e il piacere

Mercoledì 15 Agosto 2018

Come sapete ho riaperto recentemente il mio vecchio canale YouTube. Nonostante questo nuovo impegno non intendo mettere in secondo piano il mio blog che ormai ha oltre 10 anni di vita. Per questo motivo l’argomento odierno verrà trattato prima qui nel blog e poi su Youtube. Se desiderate contribuire alla versione video, potete inviarmi le vostre considerazioni a questo post e sicuramente verranno prese in considerazione durante la sua realizzazione.

E’ stato abbastanza difficile definire il significato che voglio dare alle parole “valore” e “piacere”, quindi vi faccio un esempio: vi trovate di fronte una ragazza bellissima, vi piace e la frequentate per un pò, ma passando il tempo con lei scoprite che non ha niente da dire e perdete ogni interesse. Permettetemi quindi di semplificare dicendo che ciò che avete visto vi piace, ma nei fatti si è rivelato senza valore.

Sulla rete questa distinzione non esiste perché ciò che piace immediatamente viene valorizzato più di qualsiasi altro contenuto complesso che sicuramente richiederebbe maggior attenzione per essere apprezzato.

La necessità di seguire questo principio per ottenere visibilità ha delle conseguenze. L’alterazione dei titoli delle notizie in favore di quelli più sensazionalisti e la creazione di fake news sono uno dei tanti risultati. Il mondo della fotografia non fa eccezione a questa tendenza e i fotografi creano immagini confezionate apposta perché possano piacere al pubblico trascurando quello che vogliono realmente comunicare. In alcuni casi si pescano direttamente contenuti di altri perché nessuno si pone il problema di premiare il vero autore. Il principio è: “seguo chi mi da ciò che mi piace”.

C’è anche una seconda considerazione molto importante: il pubblico focalizza l’attenzione solo sul soggetto ritratto piuttosto che sulla fotografia nel suo complesso e non è in grado di distinguere un selfie da una foto d’autore.

L’autore migliore, ovvero quello “bravo”, è semplicemente quello in grado creare opere che abbiano un contenuto che attiri l’attenzione della massa e viene giudicato sul numero di visualizzazioni piuttosto che sulla sua reale abilità.

Arrivare alla conclusione di questo ragionamento è desolante e spinge a porsi una domanda: è giusto adeguare la propria arte alla gente o rinunciare alla visibilità preservando la propria originalità?

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