Tre motivi per fotografare gratuitamente o per smettere

Giovedì 08 Febbraio 2018

Fotografare significa divertirsi nel realizzare composizioni interessanti con il proprio soggetto, apprezzare la gratitudine che esso mostra quando fai un buon lavoro ed essere orgogliosi di poter mostrare le proprie opere al pubblico.

Con il passare del tempo sorgono i primi problemi: una foto che meritava attenzione e che invece non ne riceve, o peggio che ne riceve esclusivamente per le “qualità” del soggetto ritratto. Immagini pubblicate e automaticamente abusate da tutti: le trovi tagliate, modificate o addirittura ripostate su forum voyeuristici in mezzo a selfie di tette e culi. E l’orgoglio diventa umiliazione.

Fortunatamente è rimasta la gratitudine del soggetto: magari ti ha detto che le foto che hai fatto sono stupende... Però ne ha fatte altre, con lo stesso cosplay o con lo stesso abito, “perché ogni fotografo ha il suo stile” e tu continui invece a pensare perché non le bastavano quelle che avevi fatto tu. Poi un giorno il/la cosplayer rilascia un’intervista corredata con le tue foto e su due pagine di racconto non un accenno a te. E l’entusiasmo diventa delusione.

Resta il piacere di scattare, magari anche solo di girare per le fiere salutando amici e scoprendo nuovi soggetti e nuovi cosplay. Finché la fiera finisce e con essa capisci che ti mancherà il divertimento di quella giornata, i sorrisi di chi ti ha salutato e i pettegolezzi di chi ti ha voltato le spalle. A volte ti manca anche la macchina fotografica, rubata insieme all’ultima motivazione che ti restava.


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