Mr. Like

Mercoledì 11 Maggio 2016

C’è un vecchio detto che recita “non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace”. Nell’era dei likes si potrà dire lo stesso parlando di fotografia?

La prima cosa da fare per rispondere a questa domanda è sicuramente quella di capire quali sono i parametri che fanno apprezzare una fotografia al popolo dei likes. Il “portatore di like” medio non è un fotografo, non è un critico d’arte e nel suo viaggio quotidiano incontra centinaia di immagini in pochi minuti. Quello che d’ora in avanti chiamerò Mr. Like molte di queste immagini nemmeno vorrebbe vederle.

Questa premessa ci fa capire che Mr. Like è un tipo molto istintivo e di sicuro non si sofferma a ponderare le sue scelte tranne qualche rara eccezione, moltiplicare il tutto per una grande quantità di click non aiuta a migliorare la situazione.

La prima cosa che stuzzica il dito di Mr. Like è sicuramente una bella ragazza, ma se vogliamo generalizzare un pò giusto per non essere banali è evidente che è il soggetto ritratto ad attrarre quasi totalmente l’attenzione dello spettatore. L’analisi potrebbe fermarsi qui, relegando le qualità del fotografo a fanalino di coda di tutto il discorso, ma non voglio essere così superficiale da trascurare il fatto che è il fotografo a scegliere il soggetto nonostante Mr. Like di questo non se ne curi minimamente. Anzi, se chiediamo a Mr. Like “di chi è questa foto?” ci risponderà che è di una bella ragazza, non certo di Helmut Newton.

La scelta del soggetto è essenziale e il buon soggetto è sicuramente quello che ci colpisce, ovvero quello che è in grado di suscitare in pochi attimi le emozioni in Mr. Like.

Nonostante siano super gettonati, i primi temi in classifica sono sicuramente: messaggi sessualmente accattivanti, cose che suscitano ribrezzo, cuccioli e bambini. Se questo non basta la ricetta vincente consiste nel condire tutto con l’improbabilità, cioè rappresentando un evento che è raro o impossibile. Non si scatta più ad una modella con occhi marroni e capelli castani, quanto meno deve avere capelli rossi e occhi verdi. Se non si trova c’è sempre la post-produzione che una volta si occupava di sistemava le imperfezioni e invece ora aggiunge riflessi, paesaggi tropicali e magari un bell’unicorno alla banalità di uno scatto buono ma non adatto ai gusti di Mr. Like.

C’è un’altro tipo di soggetto però che porta likes: il soggetto famoso o quantomeno con tanti followers: fai una foto a Lady Gaga e stai sicuro che se anche solo l’0.01% dei suoi fans ci mette un like probabilmente non ne avrai mai avuti così tanti. (ps. lo 0.01% di Lady Gaga sono 6000 likes).

Ma supponiamo che il nostro occasionale spettatore si sia fermato a vedere la foto e voglia cercare di valutarla senza nessun tipo di competenza tecnica. La bella foto per Mr. Like sarà quella con il bokeh (la sfocatura dello sfondo) per un motivo molto semplice: i sensori grandi abbinati a ottiche in grado di ottenere questo effetto non sono diffusissimi e quindi si torna ad essere nel campo delle foto rare rispetto al mare di selfie e di scattini fatti con il cellulare. I paesaggi che solitamente non riescono a sfruttare questa tecnica per ottenere i likes, possono sempre cercare di usare gli effetti derivanti da lunghe esposizioni perché il giochino di smanettare con la saturazione è ormai una pratica da instagram.

Tolte tutte queste considerazioni ora non ci resta che mettere una scimmia a premere il pulsante della macchina fotografica e anche in questo caso la foto scattata otterrà più likes di una fatta da un vero fotografo semplicemente perché sapere che l’ha fatta una scimmia attirerà la curiosità di Mr. Likes.

In conclusione posso quindi ritenere che la bravura di un fotografo sia direttamente proporzionale al numero di likes che ricevono le sue opere oppure, come con una buona poesia, varrebbe la pena saper leggere per apprezzarla meglio? Eppure nessuno insegna più questo a Mr. Like...


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