Quella strana via di mezzo del fotoamatore a pagamento

Mercoledì 05 Agosto 2015

Essendo la fotografia sia hobby che possibile professione ho sempre voluto utilizzare termini diversi per distinguere chi fa fotografia per passione, ovvero il fotoamatore, da chi ha deciso di intraprendere professionalmente questa attività.

Ho visto molti amici fotoamatori decidere di aprire partita IVA per tentare la strada del professionismo, e non posso che esternare la mia stima per il loro coraggio. Penso che sia difficile riuscire a vendere un prodotto che è disponibile sul mercato gratuitamente e per il quale la gente spesso non capisce quali siano le differenze tecniche e qualitative di un servizio professionale. Il peggio del peggio è quando il cliente ti dice: "le foto le faccio io con il tablet e poi te le passo per il sito", frase che dimostra chiaramente quanto poco interesse il soggetto abbia per la qualità del lavoro del fotografo, senza rendersi conto che quella sarà anche la qualità dell'immagine dei suoi prodotti.

Lasciando perdere però l'ignoranza dei possibili committenti veniamo un attimo a quella dei fotoamatori. La prima cosa da smentire è che il nostro lavoro realizzato a titolo gratuito possa essere utilizzato senza permesso in prodotti commerciali perchè magari "l'abbiamo messo su facebook e quindi è di tutti". Nei fatti la licenza che accettiamo quando pubblichiamo su facebook regala la nostra opera a questo social network e a tutte le attività ad esso collegate. Da qui a "chiunque" il passo non è assolutamente breve. Sorpassato anche questo scoglio c'è il fotoamatore che è contento di essere "pagato in visiblità" perchè vedere una sua foto su una rivista o in TV è già una bella soddisfazione così.

In tal caso dobbiamo tenere presente che se quella foto fosse stata di un professionista sarebbe stata pretesa una remunerazione. Dare gratuitamente la propria opera a chi ne farà uso commerciale significa accoltellare alla schiena i professionisti, o addirittura se stessi, in previsione di una futura attività professionale.

Se siamo fotoamatori e riteniamo che la fotografia per noi sia un hobby nulla vieta di farsi pagare con ritenuta d'acconto (nel link tutte le informazioni tecniche su come emettere una ricevuta), se invece riteniamo che iniziare a vendere le nostre fotografie possa essere una fonte di guadagno interessante e magari pubblicizziamo il nostro prodotto forse è meglio ascoltare cosa ha da dirci in questo video Roberto Tomesani, presidente dell'Associazione Nazionale Fotografi Professionisti TAU Visual.


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