Propositi per il futuro di un fotoamatore cosplay

Mercoledì 26 Novembre 2014

Sono molti anni che mi occupo di fotografie cosplay e ho dovuto spesso affrontare problematiche correlate alle immagini che scatto. Se verificate l'area informazioni del mio sito troverete nella sezione "privacy e liberatorie" una lista di FAQ (domande e risposte) molto completa su tutte queste tematiche corredata da eventuali riferimenti di legge.

In questo post non voglio addentrarmi nella foresta delle casistiche che si possono verificare, ma voglio spiegarvi quali saranno le linee guida che desidero applicare nella realizzazione e diffusione dei miei lavori futuri e soprattutto il perchè di queste scelte. Spero che questo possa servire anche ad altri appassionati, per abbracciare una linea comune volta a rivalutare il ruolo del fotoamatore, di cui tutti ultimamente si approfittano.

Prima questione: a quali fiere andare? In primo luogo andrebbero escluse le fiere assolutamente inadatte per scattare fotografie, come quelle dove sei costretto a rimanere chiuso in un capannone e magari pure in una ressa assurda. Vedo che stanno comparendo alcune fiere pensate un pò anche per i cosplayers, ma i fotografi sono considerati semplicemente quelli che pagano il biglietto intero.

Seconda questione: a quale scopo andarci? Capisco che possa sembrare una domanda stupida, ma in realtà è fondamentale per decidere tutto il resto. Posso andarci per scattare belle foto o posso andarci per trovare nuovi contatti. Se cercate nuovi contatti ricordate che è meglio farlo alle fiere piccole dove i fotografi sono decisamente meno.

A chi dedicare la propria attenzione? Sicuramente le foto migliori le ottenete più facilmente dai cosplayer migliori, ma per lo stesso motivo ci sono buone possibilità che il soggetto riceva molte foto e non si interessi alle vostre. Questo come detto prima, accade soprattutto nelle fiere importanti.

Non voglio dirvi che sia meglio scattare a chi già si conosce per non avere sorprese. Quello che è certo è che, nel momento in cui pubblicate una foto il vostro ruolo passa in secondo piano. Facciamo un esempio pratico: delle 534 persone a cui ho scattato fotografie a Lucca Comics 2014, soltanto il 5,2% ha compilato una liberatoria per consentire anche a me di usare le foto. Ben di più sono stati i soggetti che hanno preso la foto senza preoccuparsi di nulla.

Quindi, prima di aggiungere la post-produzione ai vostri scatti, che sicuramente porterà via molte ore, assicuratevi che il soggetto faccia parte di quel 5% che compila le liberatorie; oppure scattate le foto in modo che non sia necessario averla: ad esempio lasciando lo sfondo della foto faccia capire che è stata scattata in un evento pubblico.

A volte capita che una foto sia particolarmente bella ma non si conosce il soggetto, non si viene contattati e non si ha la liberatoria. Si deve buttare via? No, c'è un'altra strada che si può seguire.

Prima di tutto mettete nome e anno su ogni foto, perchè così facendo trasformate la vostra semplice fotografia in un'opera fotografica che vi appartiene ed è tutelata dalla legge. A questo punto nemmeno il soggetto può usare la vostra opera senza una liberatoria firmata che gli conceda gratuitamente il diritto all'uso non commerciale, come è normalità nelle prestazioni TFP.

Ricordate che voi non avete autorizzato l'uso commerciale della vostra opera e se una vostra foto finisse su un cartellone pubblicitario, su un giornale, in un catalogo o nel promo di un evento, sarebbe comunque una violazione del vostro diritto d'autore. Questo significa che qualcuno si è approfittato della vostra passione e probabilmente ha anche tolto lavoro ad un professionista. Non sono cose che andrebbero lasciate cadere nel nulla, soprattutto se anche il cosplayer ritratto è allo scuro della cosa.

Concludo ricordando che non tutte le persone con una reflex in mano sono fotoamatori o fotografi seri, ed è per questo motivo che chi tiene ad un'opera (e parlo sia del fotografo che del soggetto) non può continuare a gettare fotografie nel mucchio senza criterio. L'unico risultato che si ottiene è di squalificare il lavoro di tutti gli appassionati seri, rendendolo al pari di quello di un qualsiasi "tizio con la reflex".


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