Virtualmente immortale

Venerdì 13 Dicembre 2013

Partendo da una regola che purtroppo inizia ad essere trascurata, dobbiamo ricordare che i social networks sono solo mezzi di comunicazione e non devono sostituirsi ai rapporti umani. Sfortunatamente troppe interazioni tra noi si sviluppano online e pian piano ci si rende conto che muoiono con la stessa velocità con cui si creano. E' importante ricordare che dietro ogni frase c'è una persona reale, perchè la comunicazione vera non è fatta solo di parole scritte, ma è accompagnata da un mondo di percezioni assolutamente insostituibili da uno schermo e una tastiera. Per quanto forte sia un messaggio o un'iniziativa, se non è supportata dal contatto umano, non può sopravvivere. E' chiaro che molti di noi si trovano confinati decisamente alla "periferia di internet" ed è normale preferire muoversi nelle "città virtuali" dove la quantità di input ci illude di essere al centro del mondo. D'altra parte è impossibile gestirli tutti sul lungo periodo ed è così che si va incontro ad una specie di deja-vu digitale. Basti vedere il log delle proprie chat di un paio di mesi nel passato per accorgesi che buona parte dei discorsi iniziati non ha portato a nulla.

A chi si avviccina a questo mondo anche solo con lo smartphone, suggerisco di non avere mezze misure: o si impugna saldamente la propria vita virtuale gestendola con meticolosità e dedizione, oppure è meglio non averla affatto. Facciamo un piccolo esempio: ormai tutti i social network ci ricordano di fare gli auguri di compleanno ai nostri contatti, ci sono addirittura delle app che li fanno al posto nostro. E questo sistema ci sostituisce completamente, anche se nei fatti, non fossimo più presenti.

E' questa l'immortalità del XXI° secolo? Io preferisco chiamarlo oblio, ma purtroppo molti esserei umani non riescono più a percepire questa differenza.


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