La simbiosi fotografo-cosplayer

Domenica 20 Ottobre 2013

Nel mondo della fotografia esiste un dilemma ben più sofferto del classico "è nato prima l'uovo o la gallina?", si tratta della terribile contesa del "chi paga chi?", ovvero se sia il fotografo a dover pagare i servigi della modella o vice versa. Su questo argomento si potrebbe aprire un lungo dibattito riguardo agli appellativi poco educati con cui spesso viene definito chi batte cassa senza rendersi conto di non avere un livello professionale sufficiente per poterlo fare... Ma questa è un'altra storia.

Nel mondo del cosplay esiste un tacito accordo di reciproca gratuità tra fotografi e cosplayer, ma con l'aumentare esponenziale di fotografi questo equilibrio sta diventando sempre più fragile. Alcuni cosplayer si sentono in diritto di rifiutare di posare per buona parte dei fotografi neofiti e magari sono disponibili a pagare per avere un set da chi ormai si è costruito un nome.

Contemporaneamente i fotografi vanno a cercare con maggior insistenza di ottenere scatti da chi, a loro avviso, può garantire maggior visibilità: ovvero i cosplay particolarmente sfarzosi, succinti o fatti dai soliti noti con migliaia di contatti su Facebook.

Qualche giorno fa ho voluto fare un esperimento: ho chiesto ad un'amica piuttosto conosciuta di pubblicare le foto che le avevo fatto omettendo la mia firma. Nel giro di pochi minuti gli scatti hanno raggiunto diverse centinaia di persone.

Se concludessi con questa frase il mio ragionamento non potrei che confermare la validità dell'attuale modo di fare, sia per i cosplayer che per i fotografi.

In realtà, analizzando i primi 50 commenti ricevuti, noto mio malgrado che nessuno si è interessato a chi avesse fatto la foto: l'attenzione di ogni visitatore è stata totalmente indirizzata al soggetto ritratto. Nessuno si è posto la domanda di chi fosse il fotografo nonostante l'assenza della firma.

Nei giorni precedenti, parlando con altri fotografi, mi è capitato di sentire qualcuno lamentarsi per aver trovato le proprie fotografie, senza firma o indicazione dell'autore su blog, riviste o addirittura siti di ecommerce. Chi è arrivato a questa consapevolezza si pone un'altra domanda: "come marcare il proprio lavoro per evitare che venga usato impropriamente?"

Non voglio però dilungarmi oltre e quindi mi appresto a porre la domanda conclusiva, ovvero: "perchè un fotografo dovrebbe fare foto ai cosplayer?"

Per diletto personale? E' possibile; ho speso migliaia di euro di equipaggiamento perchè mi piace fare le foto ai cosplayer ma... quanto "vive" un mio scatto? Forse una settimana, poi viene archiviato insieme a migliaia di altri.

Forse le faccio per ricevere gli apprezzamenti del pubblico? Ma ho dimostrato che il "mi piace" è totalmente legato al soggetto. Non è la foto in se che piace.

Lo faccio perchè voglio che le mie foto siano viste da più persone possibili? No, perchè nessuno si domanda chi è il fotografo se non qualche altro fotografo...

Mi interessa la gratitudine del soggetto? Per poi magari fare un set individuale e scoprire... che alcuni cosplayer sono molto bravi a fare lusinghe finchè gli torna comodo.

Allora non rimane che una sola conclusione a tutto questo discorso: l'effettivo utile di una foto cosplay va al cosplayer. Per questo motivo un fotografo valido ha sicuramente diritto di monetizzare il compenso del suo lavoro.

In un momento in cui i fotografi sono sempre più numerosi, questa affermazione è utopia. Di sicuro ci si sentirà dire "se le foto non le fai tu, le farà qualcun altro".

In ogni caso, il fotografo che non ha il coraggio di confutare questa affermazione dimostra di essere soltanto una persona qualunque con in mano una reflex.


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