Scuola, informatica e lavoro

Lunedì 01 Ottobre 2012

Ci sono due notizie interessanti sui gornali di oggi riguardo a questo tema:

- una ragazza che è stata scoperta a copiare con lo smartphone alla maturità ma poi è stata riammessa.

Link: http://orizzontedocenti.wordpress.com...

- un giovane ragazzo indiano che è stato condannato per aver alterato i voti dei propri compagni di scuola presso un ITIS, ma che poi per questa bravata è stato assunto da una società di informatica.

Link: http://247.libero.it/focus/23278902/2...

Per quanto riguarda la prima notizia direi che siamo ancora in alto mare rispetto a quello che dovrebbe essere una vera"maturità": la scuola deve preparare al mondo del lavoro; un mondo dove tutti gli strumenti sono a disposizione per ottenere il miglior risultato. "Maturità" non dovrebbe voler dire "so a memoria quando è nato Garibaldi": dovrebbe significare essere capaci di ottenere le informazioni con i mezzi della "società dell'informazione" in cui palesemente siamo, e utilizzarle per concretizzare o almeno teorizzare verosimilmente i propri progetti. Quindi il vero problema non era che lei "copiava", ma che la scuola consideri illegittimo copiare in una società dove tutto è copia di tutto.

Invece ritengo vergognoso l'atteggiamento della società d'informatica che ha assoldato il ragazzo. Il responsabile della società ha dichiarato che lui si è comportato "da hacker e non cracker visto che non ha alterato i suoi voti" (che guarda caso erano già alti) "ma quelli dei suoi compagni di scuola senza trarne vantaggio"... come se non si tragga vantaggio dal migliorare i voti dei propri compagni, magari avendo pattuito anche un compenso con i propri amici. Un vero hacker avrebbe soltanto segnalato goliardicamente il problema, senza alterare i voti, ne i suoi, ne quelli dei compagni. Il responsabile ha poi elogiato l'ITIS come "la scuola in cui si fa l'informatica al più alto livello nelle scuole superiori". Sarà anche vero, ma se i server della suddetta scuola si fanno bucare dai suoi studenti ho seri dubbi che il livello sia poi così alto.

E poi s'è detto pure che è stato assunto perchè "indiano": in effetti, nel mondo del lavoro italiano, privilegiare gente straniera dai comportamenti illeciti è ormai consuetudine...

Ecco quindi due esempi pratici di come funziona il rapporto tra la scuola e il mondo del lavoro in Italia. Voi che ne pensate?


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