C'è pace e pace

Giovedì 28 Aprile 2011

Ventotto aprile duemilaundici: il primo bombardamento sulla Libia da parte dei caccia italiani è stato effettuato questa mattina. Il parlamento ha messo all'ordine del giorno del 3 maggio le mozioni riguardanti questo argomento.

Il tempismo con cui il nostro governo prende le decisioni è stupefacente come sempre. Immaginiamo una scena del genere applicata alla vita quotidiana: "Oh, guarda, sta piovendo; domani vedrò se è il caso di prendere l'ombrello".

Il governo sappiamo com'è fatto, non ci stupiamo più di queste non-decisioni e io per primo non voglio parlarvi solo di questo.

La guerra con la Libia, con i suoi bombardamenti "chirurgici" e la costituzione che "ripudia la guerra" tra una bomba è l'altra mi hanno amareggiato.

Un grande senso di tristezza mi ha accompagnato in tutta la giornata mentre con la mia auto mi recavo in un'altra città. Tutto sembrava più grigio; lo stesso grigio fumo delle macerie, ormai sicura parte integrante dei panorami libici presenti e futuri, esattamente come è stato per l'Iraq qualche anno fa.

Lungo il mio tragitto guardavo le finestre e i balconi delle case che si defilavano ai lati della strada e continuavo ad avere la sensazione che mancasse qualcosa.

Capii così che quel senso di grigio non era derivato solo dal pensiero della guerra a pochi chilometri dall'Italia: era qualcosa qui accanto a me, dentro ogni casa e in ogni palazzo.

Il mio sguardo divenne scrupoloso, insistente; guardavo i muri dei palazzi cercando una cosa ben precisa ma senza trovarla; poi realizzai tutto.

Dov'erano le bandiere colorate con la scritta "pace"?

Tutti i balconi ne avevano una quando si parlava dell'Iraq, tutti erano pronti a dire no al grigio della guerra; viva la pace con i suoi colori. Le bandiere avevano addobbato le piazze e la gente si stracciava le vesti lanciando il suo grido di dolore e di pietà per Saddam Hussein.

E quelle bandiere erano rimaste lì, giorno dopo giorno, anche dopo la morte del dittatore perchè la pace era un valore eterno e importante...

Però il tempo è passato, i colori dell'arcobaleno, forse per il sole, forse per lo smog, sono diventati grigi; il vento ha strappato e consumato la stoffa dei vessilli, finchè sono totalmente scomparsi, riposti logori in qualche cassetto o peggio, nell'immondizia.

La storia si ripete e un altro stato si ritrova in una guerra civile. Un paese considerato amico dell'Italia fino a ieri oggi è bombardato dai nostri militari. Ma stavolta i balconi del paese rimangono grigi perchè nessun politico si prende la briga di rovistare nella spazzatura alla ricerca di quella bandiera logora con cui abbiamo avvolto e gettato la nostra coscienza.


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