Ciò che mi spaventa del digital-life

Domenica 10 Gennaio 2010

La nostra vita digitale, soprattutto in questi mesi freddi, sta rimpiazzando buona parte dei rapporti sociali dal vivo. Che si parli di Netlog, Facebook o MSN o più semplicemente del proprio telefonino, il principio è sempre lo stesso: abbiamo un sacco di contatti "virtuali" ammucchiati sui nostri media.

Con Facebook abbiamo l'illusione di aver sotto controllo l'intero mondo delle nostre amicizie, accettando tra i nostri contatti addirittura vecchi compagni di scuola di cui a fatica ricordiamo il nome. Su altri social networks possiamo cercare le persone per interessi e aggiungerele ai nostri "amici" magari solo per per una foto sexy nel loro profilo.

Ora prendete il vostro telefonino, che sicuramente userete tutti i giorni. Sfogliate un pò la rubrica. Sono certo che d'un tratto vi fermerete di fronte ad un nome; ci penserete su è direte "chi è questo?". Eppure l'avete inserito voi nel vostro telefonino. Ci sarà stato un motivo se il numero di questa persona si trova insieme a quello dei vostri genitori o dei vostri amici più cari. Vi rendete conto che in pochi secondi potete mettervi in contatto con una persona che in questo momento è per voi soltanto uno sconosciuto?

Continuate a sfogliare la vostra rubrica. Passate altri nomi. Ne trovate uno che vi fa sorridere. Un vecchio amico o un amore del passato. Sarebbe stupido chiamarlo dopo tanto tempo. Magari lo fate e il numero è inesistente. Andate su Facebook a cercarlo tra i vostri amici e scoprite che il suo profilo è abbandonato da mesi. Selezionate "cancella" e quella persona non esisterà più. Come state ora, siete forse tristi? No, sarete contenti di aver liberato spazio sul telefonino per memorizzare un altro numero.

O mio Dio. Cosa siamo diventati? Siamo prigionieri di un eterno deja vù dove ogni giorno creiamo nuove relazioni con un "Ciao, di dove sei?" e ne uccidiamo altrettante premendo un pulsante. Abbiamo di fronte a noi solo illusioni che come sculture di sabbia si sgretolano quando proviamo a toccarle.

Io spero che ora vi guardiate intorno, oltre il monitor. Sarete in una stanza, molto probabilmente sarete soli. Quella è la realtà. Ma ora lo sapete. Buona fortuna.


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