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L'austerity è una parola

11/05/2012 - In Italia di parole se ne sono dette veramente tante. Alcune spuntano regolarmente tra le pieghe delle politica per dimostrarci che il bianco è nero e vice versa. Vediamo un pò in quanti eleganti modi veniamo presi per il culo dai nostri amici "politically correct" iniziando proprio dalla parola simbolo del duemiladodici, ovvero, l' "austerity".
AUSTERITY significa risparmiare riducendo i consumi e tagliando le spese. Almeno questo era il significato prima che il signor Mario Monti la trasformasse in un elegante modo di spremere i contribuenti alla faccia della spesa pubblica e degli sprechi di stato.
Questo però è solo l'ultimo episodio di una saga iniziata in tempi remoti: era il 1990 quando un certo ministro Mammì decise che era giunto il momento di moderare la pubblicità televisiva. Nacquerò così le TELEPROMOZIONI, un modo elegante di fare pubblicità senza che qualcuno negli ultimi ventanni potesse dire: "ehi, ma anche quella è pubblicità!"
"Il Re è nudo" disse un bimbo, o forse era solo "diversamente vestito". D'altronde se qualcuno non è in grado di fare una cosa noi non possiamo che ritenerlo DIVERSAMENTE ABILE: provate voi a chiamare così un disabile e la vostra compassione verrà ricambiata da un paio d'insulti, perchè almeno loro l'hanno capito che quel "diversamente abile" è solo una presa per il culo.
Un pò come fare il bagno in un'oasi! Ma non un'oasi qualsiasi: deve essere un'oasi così sbalorditiva che ti sbatta davanti tutta la prorompente bellezza della natura e faccia capire l'importanza dell'ecologia. Ecco: un'OASI ECOLOGICA! Beh, io preferisco chiamarla ancora discarica e direi che non è proprio il posto adatto per farci un bagno.
Ma infondo anche i rifiuti hanno valore. E allora valorizziamoli, anzi TERMOVALORIZZIAMOLI! Cioè li buttiamo in un inceneritore e te li facciamo respirare. D'altronde mica ci possiamo valorizzare solo Napoli, no?
Insomma, sta andando un pò tutto a ESCORT, d'altronde Beppe Grillo dovrebbe essere il più grande esponente italiano del BURLESQUE, almeno secondo la definizione corretta del termine. Ma ce lo vedete voi Beppe Grillo a fare uno spogliarello?
Non si può andare avanti così! Ci vuole il governo TECNICO, ovvero un governo con le stesse identiche persone che c'erano un minuto prima, ma che fanno più disastri di prima, dando la colpa a quelli che c'erano prima, per poi candidarsi nei partiti di prima, per dire che si stava meglio prima.
Come dirgli di no? D'altronde gli abbiamo cancellato i finanziamenti pubblici con un bel referendum. Gli è rimasto solo il RIMBORSO ELETTORALE, insomma è un rimborso no? Cioè se prendo il treno da Milano a Roma mi rimborsano il bigletto. Si, però come se fossi partito da Londra.
Quello si che è un bel rimborso! Mica come quello dell'IVA, che aspetti per anni e mai non arriva...
E allora cantiamo insieme quella vecchia canzone: "dammi tre parole cuore, sole e amore"... Beh, io non userei proprio quelle tre, ma visto la fantasia interpretativa dilagante sono certo che ce le faremo andare bene comunque.